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EvoluzioneEvoluzione del sistema CLS

Modifiche mirate dettate dall'esperienza clinica

Le osservazioni cliniche a lungo termine e la buona ricettività del mercato mondiale nei confronti dell'impianto CLS sono chiare testimonianze della qualità di questo sistema e ne confermano l'elevato livello evolutivo.

I componenti originali sono stati quindi oggetto di minime e rare modifiche per la loro ottimizzazione. L'introduzione di un angolo CCD più varo ha permesso allo stelo di integrare lo stelo classico allargando lo spettro delle indicazioni; l'accurata progettazione e la realizzazione di una nuova raspa modulare rappresenta un grande progresso per la versatilità e l'accuratezza della tecnica chirurgica.

EvoluzioneModifiche apportate allo stelo classico
La nuova struttura delle alette.

A otto anni dall'applicazione dell'impianto, lo stelo CLS originario presentava risultati clinici eccezionali. Esistevano, tuttavia, osservazioni che lasciavano supporre la possibilità di migliorare la forma delle alette.

Si trattava di trovare il compromesso ottimale tra obiettivi in parte contrastanti. Nel 1992 il professor L. Spotorno tradusse in pratica le nozioni raccolte da studi a lungo termine realizzando una struttura ad alette con spigoli affilati.

Su quali presupposti si é basata la decisione di rendere affilate le alette a livello prossimale rimaste fino ad allora smusse?

  • Le alette a forma smussa causavano un ingombro prossimale maggiore rispetto all'alesaggio, ciò rappresenta un vantaggio per quanto concerne la compressione della spongiosa, ma può dare luogo ad una certa imprecisione nel controllo del press-fit; inoltre, in caso di osso sclerotico, mette a rischio di possibili fissurazioni nella parte prossimale; rischio che viene minimizzato dagli spigoli affilati.
  • Gli esami istologici condotti dal Professor Schenk hanno dimostrato che, nella parte prossimale delle alette, l'osso non era sempre in grado di colmare la distanza tra l'apice dell'aletta e la base dello stelo. Ulteriori osservazioni istologiche, sia sperimentali che condotte anche su altri tipi di impianti, suggeriscono che l'osso ha grande affinità nei confronti di strutture aguzze.
  • In sintesi la nuova morfologia della alette: stimola la neoformazione ossea, ottimizza la "saldatura" osso-protesi della zona prossimale limitando così l'infiltrarsi dell'eventuale debris, migliora il press-fit e la stabilità torsionale. 

EvoluzioneIl nuovo stelo CLS Varus
L'angolo più varo amplia la gamma di regolazione dell'offset.

Lo stelo CLS classico copre un ampio spettro di indicazioni. I limiti di questo stelo si presentano in caso di anche fortemente lateralizzate, quali ad esempio le anche con deviazione in varismo o le anche di persone di grossa corporatura.

Lo stelo CLS varo é stato concepito per far fronte a questi casi; é dotato infatti di una maggiore distanza tra asse e centro della testa e si distingue dalla versione classica unicamente per l'angolo che risulta più varo di 10°.

Il vantaggio sostanziale del disporre di due versioni di stelo CLS é la possibilità di regolare e - se necessario - incrementare l'offset del sistema osso-protesi che, ricordiamo, é anche funzione della manualità chirurgica.

Se si analizza infatti lo stelo su una radiografia anteroposteriore, si rileva che l'offset effettivo é stato ridotto della distanza che risulta dall'anteversione dello stelo.

Se si regola, da un lato, la lunghezza degli arti servendosi di una delle tre lunghezze della testa S,M o L e, dall'altro, l'offset adattando l'anteversione dello stelo, si ottiene per ogni taglia dello stelo una gamma di regolazioni relativamente ampia.

Lo stelo CLS di tipo varo può essere applicato con lo stesso strumentario e seguendo la stessa tecnica operatoria dello stelo classico.

 

Per la riduzione di prova viene utilizzata la raspa modulare (72.xx.98) con angolo CCD di 145°. La raspa è dotata di teste di prova appositamente create che presentano un cono interno eccentrico che riproduce esattamente il centro di rotazione dello stelo CLS di tipo varo. 

EvoluzioneLa nuova raspa
L'ottimizzazione del design consente una dissezione mirata con il conseguimento di una elevata congruenza e dell'adeguata compressione.

La nuova raspa modulare é uno strumento ad elevata precisione in grado di creare una sede di ancoraggio ideale per lo stelo. Nel design sono stati presi in esame sia l'antecurvatura che il varismo del femore; di conseguenza, durante la raspatura risulta possibile asportare sostanza ossea solo dove é strettamente necessario e comprimere l'osso nelle restanti zone così da conseguire un'altissima stabilità primaria. Pertanto sono stati eliminati i fianchi taglienti in tutte le parti in cui l'osso é comprimibile o dove non é necessario l'alesaggio.

La forma della nuova raspa é identica a quella dello stelo CLS, ma con zone lievemente sottodimensionate per consentire il press-fit. Il design dei taglienti é concepito in modo da consentire alla raspa di ricreare un alloggiamento preciso nel massimo rispetto del bone stock femorale.

La parte prossimale della raspa presenta, su una lunghezza di 20 mm., fianchi taglienti solo a livello mediale e laterale. In questo modo la spongiosa anteriore e posteriore viene solo compressa e, al tempo stesso, preparata per la penetrazione delle alette affilate dello stelo. La parte metafisaria della raspa presenta taglienti su tutti i lati, poiché in questa zona il corpo può venire a contatto con osso di tipo corticale.

Nella parte distale la raspa, seguendo la morfologia del femore, passa da una sezione ovale ad una sezione circolare. I fianchi taglienti della raspa agiscono in questa parte prevalentemente a livello degli spigoli.

Nella fase di riprogettazione della raspa, é stata modificata anche la geometria dei fianchi taglienti. In questo modo si é riusciti a trovare il compromesso ottimale tra la minima asportazione possibile di sostanza ossea e la maggiore compressione possibile. 

EvoluzioneMiglioramenti apportati al cotile
Le modifiche hanno aumentato del 70% la resistenza meccanica.

Nel corso degli anni, il design del cotile ad espansione CLS ha subito alcune modifiche che non hanno però modificato in alcun modo il concetto biomeccanico ed il tipo di ancoraggio.

Un adeguamento del materiale ed alcune modifiche strutturali hanno contribuito comunque ad incrementare sostanzialmente la resistenza meccanica del cotile. Ulteriori migliorie apportate allo strumentario ne hanno semplificato la procedura applicativa.

I modelli di cotile delle prime serie preparate per la commercializzazione venivano ancora prodotti in PROTASUL® Ti (Titanio puro) mentre per il design attuale si utilizza PROTASUL® 100 (lega di titanio). Si é quindi proceduto ad eliminare le scanalature della parte apicale, a spostare i fori verso la linea equatoriale accorciando leggermente i segmenti dei lobi. L'aumento della resistenza meccanica del 70%, ottenuto tramite queste modifiche, é stato confermato sia dai test a fatica secondo le norme ISO che dai calcoli con il metodo degli elementi finiti.

L'ottimizzazione riguarda lo strumento di posizionamento accrescono la sicurezza durante il posizionamento del cotile ad espansione CLS e facilitano l'esecuzione dell'impianto.

Il nuovo strumento di posizionamento é stato concepito in modo tale da garantire la migliore visibilità possibile dell'acetabolo. Per ottenere maggiore coesione tra lo strumento di posizionamento e l'inserto, il numero dei perni di supporto sullo strumento e dei fori corrispondenti sull'inserto é stato aumentato a sei.

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GAP II

GAP II è un sistema per l’archiviazione di dati clinici e chirurgici di pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia protesica di anca, ginocchio e spalla.