Queste poche righe sono doverose, altrimenti non si capirebbe perchè in un paesino così piccolo e lontano dai centri di cultura ufficiale, si sia sviluppata una scuola di anestesia loco regionale che così tanto ha dato alla medicina italiana ed europea.

Santa Corona è stato un incredibile grogiuolo di illustri chirurghi, che hanno sviluppato tecniche all'avanguardia a livello mondiale in diversi settori (ortopedico, vascolare, generale, diagnostica), questo ha stimolato il servizio di anestesia all'adeguamento delle tecniche anestesiologiche raccogliendo la sfida, con poche risorse a disposizione, di supportare i chirurghi salvagurdando il paziente nel suo insieme e dare una risposta alle nuove frontiere della medicina (gestione del sangue, analgesia post operatoria, contenimento dei costi).

Tutto questo ora si chiama medicina perioperatoria, cost effective, gestione del rischio.

L'ambiente Accademico e le possibilità di aggiornamento non erano quelle di odierne, oggi si sente parlare di "ALR" e terapia del dolore a tutti i congressi, quali essi siano, ma, nemmeno tanti anni fa, e parlo di fine anni 80, questi argomenti venivano affrontati da pochi carbonari in piccole stanze più o meno fumose in piccoli alberghi o nelle biblioteche degli ospedali.

Tra questi che si tramandavano l'eredità del prof Dogliotti, inventore della anestesia peridurale, vi era la scuola di Pietra Ligure con l'allora primario dott.Visca e tra i pochi con cui si ci poteva confrontare vi era solo naturalmente il gruppo di Torino, il proff Busoni di Firenze e L'università di Perugia.

Parlare di "ALR" era considerato un atteggiamento eretico, io stesso per frequentare Santa Corona fui costretto a cambiare scuola di specialità nel 1988.

In questi anni a uno specilizzando sembrava di entrare in un mondo nuovo dove la tecnologia e il fare artigiano si esprimevano a massimi livelli, tutte le settimane ospiti da tutta italia ed europa si davano appuntamento per sviluppare nuove tecniche e nuovi aspetti come la gestione del sangue, a proposito ricordo allora un giovane promettente dott Borghi discutere animatamente con il futuro primario dott Geddo.

Egli dott. Ermanno Geddo fu il vero maestro di questo servizio, lo strutturò con adeguati protocolli di insegnamento ed aggiornamento dando dignità e rispetto alla scuola di anestesia loco regionale di questo ospedale.

Caratteristica di questo illustre primario fu l'interessamento, per passione, alla terapia del dolore cronico benigno, istituendo così in Santa Corona l'unico ambulatorio di terapia del dolore interventistica, per aggiornarsi inviò chi conosceva le lingue in giro per il mondo non lesinando aiuti anche in prima persona.

Con lungimiranza seppe stimolare la curiosità e il talento dei suoi collaboratori sfuttandone le rispettive caratteristiche come la fantasia e i contatti oltr'alpe del dott.Emilio Baracco, tessera numero  quattro dell'Esra in italia, grazie a lui fummo i primi a utilizzare la peridurale per l'analgesia per il parto, ed eseguire i tagli cesari in anestesia periferica.

In punta di piedi Emilio seppe confrontarsi nei più importanti congressi in Francia portando novità e conferme al lavoro eseguito. Noi giovani medici abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare in prima persona all'evolversi dell'anestesia in Italia, coinvolti sempre in prima persona da questi grandi colleghi nello sviluppo di particolari tecniche di anestesie legate alla chirurgia ortopedica traumatologica e protesica (tutte le tecniche di anestesia periferica single shot o continua), la chirurgia vascolare (peridurale, cervicale), chirurgia generale ed urologica (anestesia combinata), chirurgia della colonna (primo centro in italia per numeri), chirurgia plastica, tecniche di analgesia in riabilitazione e nella gestione del paziente politraumatizzato.

Ricordo ancora il primo congresso di anestesia in ortopedia svoltosi a bologna e il secondo al Gaetano Pini di Milano, dove le Nostre casistiche venivano quasi derise per l'altissimo numero dei casi e la conduzione in "ALR" ci faceva trattare alla stregua di eretici da parte del mondo scientifico ufficiale.

In compenso molti colleghi vennero a frequentare le nostre sale operatorie gettando i semi dell'attuale realtà scientifica.

Molte industrie ci affidarono lo sviluppo di nuovi materiali e così fummo invitati nei maggiori congressi europei.

Purtroppo la prematura fine del dott. Geddo ha messo fine a questa esperienza, ma con umiltà alcuni dei suoi discepoli come il dott. Perazzo attuale Direttore del Servizio di anestesia protesica del Galeazzi di Milano, Il dott. Carletti all'università di Genova, il dott. Scardino responsabile dell'unità operativa di anestesia in chirurgia protesica dell'Istituto Clinico Humanitas, e il dott. Quaini responsabile della struttura semplice di Santa Corona,  portano ancora in prima persona nel loro lavoro quotidiano questi insegnamenti e si impegnano ad aggiornarli e divulgarli a tutta la comunità medico-scientifica.

dott. Marco Scardino

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